Letteratura Italiana – M. Buonarroti

Borore, 04/03/2009

Nello studiare la poetica di J. Donne ho letto una introduzione del  fantastico Giorgio Melchiori (consiglio a tutti gli appassionati il libro “ Donne, Anatomia del Mondo  Duello della Morte, a cura di Giorgio Melchiori ,  editore Arnoldo Mondadori”, purtroppo ora difficile da reperire) in cui il curatore rintracciava dei legami tra Donne e M. Buonarroti. Mi sono procurato un testo su quest’ultimo (confesso la mia ignoranza, non conoscevo la sua importanza come poeta) e sono rimasto profondamente colpito: tra lui e  Donne c’è un legame così stretto che paiono due corpi con la stessa anima. E la sua poesia è così profonda e potente!!  Vi propongo un sonetto, il G 87  (la fonte è il testo di Glauco Cambon La poesia di Michelangelo, Piccola Biblioteca Einaudi).

Vorrei voler, Signor, quel ch’io non voglio:
tra ‘l foco e ‘l cor di ghiaccia un vel s’asconde
che ‘l foco ammorza, onde non corrisponde
la penna all’opre, e fa bugiardo il foglio.

Io t’amo con la lingua, e poi mi doglio
c’amor non giunge al cor; né so ben donde
apra l’uscio alla grazia che s’infonde
nel cor, che scacci ogni spietato orgoglio.

Squarcia ‘l vel tu, Signor, rompi quel muro
che con la suo durezza ne ritarda
il sol della tuo luce, al mondo spenta!

Manda il preditto lume a noi venturo,
alla tuo bella sposa, acciò ch’io arda
il cuor senza alcun dubbio, e te sol senta.